Martedì, Ottobre 17, 2017
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Ho provato la fish pedicure. Ve la racconto

fotofishDa un po’ di tempo avrete notato il mio spirito di sacrificio in onore del dovere di cronaca (e, diciamolo, anche della curiosità). Prima ho rischiato di farmi rovinare i capelli da un parrucchiere cinese, poi mi sono beccata l’audio di un incontro tutto sesso all'interno di un cosiddetto centro massaggi, ora mancava soltanto di provare questa esperienza.
Che, a dire il vero, non mi attirava affatto: l’idea di immergere piedi e gambe in una vasca piena di pesciolini affamati non era molto allettante, anzi. Per me il contatto con la natura, esperienza fantastica per molti, è quasi una tortura. Ma la fish pedicure andava provata personalmente, soprattutto per chiarire alcuni dubbi. Primo: le condizioni igieniche. Secondo: la tutela dei poveri pescetti. Terzo: la possibilità di un eventuale contagio da qualcuno con qualche malattia della pelle (ma non solo).
Inoltre: perché mai uno dovrebbe ricorrere a un metodo così semplice, quando ci sono fior di estetiste diplomate pronte a prendersi cura dei miei piedi con tecniche e strumenti moderni?
Tutte queste domande le ho poste ai signori del centro BeautyFish SPA di Milano. In una gelida giornata di febbraio vado in viale Monte Nero e trovo ad accogliermi Marina e Alain, che con gentilezza e pazienza degni di due santi mi spiegano tutto per filo e per segno.
Igiene: prima di aprire il centro, hanno dovuto presentare alla ASL e a chi per essa fior di documentazione, certificati e compagnia bella. I filtri nelle vasche sono cambiati periodicamente, l’acqua è costantemente filtrata e le vasche vengono pulite quotidianamente.  I sistemi di igienizzazione dell’acqua sono impeccabili.
Per quanto riguarda i pesciolini, che sono Garra Rufa, niente paura. Sono prelevati da allevamenti in Turchia e sono portati da noi senza alcuna sofferenza. Non è che siano strappati dal loro habitat in chissà quale maniera! Gli animalisti devono stare tranquilli.
I Garra Rufa, poi, non hanno denti. Dimenticavi le scene dei film con cruentissimi piranha. Questi pesciolini agiscono come minuscole ventose e si nutrono delle cellule cornee (morte) della pelle. Non intaccano assolutamente la parte sana, ci mancherebbe!
Prima dell’immersione, l’estetista mi lava i piedi e mi dà delle ciabattine monouso. Il locale è molto pulito e accogliente.
fotocertificatoDetto questo, pensate che per me sia stato facile infilare i piedi nella vasca? Niente affatto! Marina mi ha dovuto tenere la mano (e sopportare che gliela stritolassi, tanto ero tesa). Alla fine, mi ha detto che a un certo punto sembravo quasi posseduta. A me in realtà veniva da piangere, ma non potevo certo tirarmi indietro e rinunciare al mio scoop. Perciò ho fatto un bel respiro, non ho guardato i pesci che si avvicinavano ancora prima che immergessi i piedi, e via. Il primo impatto è stato strano, anzi stranissimo, ma dopo un paio di minuti mi sono rilassata e ho iniziato a sbirciare. Ho visto che non c’era niente di cui avere paura e la sensazione non era poi così spiacevole.
Marina mi ha raccontato che l’effetto aspirante delle boccucce sante dei pesci è anche stimolante sulla microcircolazione. Perfetto. Mi dice anche che fa molto bene per chi soffre di psoriasi, perché la pelle morta e le squame di superficie sono eliminate delicatamente. Immagino, perché ho visto il risultato su di me, che ho la pelle sana e i piedi già curati di mio.
Dopo la mezz’ora di immersione, la pelle era infatti liscia e morbidissima. Io ero rilassata e pentita di avere insultato i poveri pesci quando li vedevo avvicinarsi minacciosi. Poveri piccoli, alla fine tutto quello che hanno fatto è una piccola merenda … e mi hanno fatto cambiare idea sulla fish pedicure, senza dire mezza parola.

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