Ce l’abbiamo fatta, è proprio Manolo Blahnik. Riuscire ad incontrarlo non è stato facile, per niente, un po’ perché è sempre in giro per il mondo, un po’ perché ha sempre detto di non amare troppo le interviste. Alla fine ne siamo venuti a capo ed eccoci qui al cospetto del padre di ogni stiletto.
Manolo Blahnik, vale la pena di ricordarlo per chi abita fuori dal sistema solare, è infatti il più famoso stilista di calzature al mondo. Di più: un artista capace di caricare una scarpa di tali e tanti significati da farne dimenticare gli scopi prosaicamente funzionali per i quali sarebbe nata.
A rendere l’incontro ancora più surreale ci pensa la sua straordinaria gentilezza, che col trascorrere dei minuti, quasi quasi ti convince che Mr. Blahnik stia prendendo gusto nel rispondere alle domande. A prima vista può sembrare semplicemente un elegante signore di mezza età, ma poi, quando lo osservi da vicino, scopri nel suo sguardo un nonsoché di adolescenziale, forse proprio quella curiosità impertinente e quel bisogno di non seguire le regole che lo hanno reso il guru di Carrie Bradshaw.
Le creazioni di Manolo Blahnik - rigorosamente made in Italy - sono infatti così sexy e trendy che per anni hanno avuto un ruolo da coprotagoniste della serie televisiva Sex and the City. Almeno fino a quando Carrie ha cambiato gusti: ora sembra devota a un altro virtuoso delle calzature, Christian Louboutin, le cui creazioni si riconoscono tra mille per la suola rossa. Un cambiamento di rotta che sarà ben evidente nel secondo film tratto dalla serie tv, ma che per Manolo Blahnik non sembra essere per nulla interessante.
Signor Blahnik, a cosa pensa quando disegna scarpe?
L’ispirazione può arrivare da qualsiasi cosa: da un oggetto di uso quotidiano, oppure dalla sensualità che traspare da una bella donna. A me piace andare in posti insoliti, dove posso vedere cose originali e belle, sono queste che mi fanno nascere dentro un’ispirazione. Quando poi disegno una scarpa, per me la comodità viene prima di tutto, assieme alla qualità. Per esempio, io odio il platform, perché rende le scarpe sproporzionate. Sarà anche attuale, ma non m'importa. Non amo neanche le scarpe con troppe decorazioni. Il fatto poi che le mie scarpe siano anche sexy viene da sé.
A questo proposito, cosa distingue una scarpa adatta all’ufficio da una scarpa sexy da sera?
La differenza è sempre più sottile, dal mio punto di vista. Il fatto è che le donne sono sempre più impegnate, hanno poco tempo a disposizione e spesso non possono passare da casa per cambiarsi d’abito dopo il lavoro, così devono uscire la sera indossando lo stesso paio di scarpe che avevano in ufficio. Il risultato è che un unico modello deve essere adatto per una working girl e per una serata al club.
Quando aprirà il suo primo negozio in Italia?
Ne abbiamo parlato in azienda, ma per ora non è previsto. A me comunque piacerebbe e non si può mai sapere, spero che qui prima o poi qualcuno… creda in me!
Un’ultima domanda: cosa pensa di Carrie?
- Mah, in che senso? Non so, non seguo le sue vicende. Mi hanno regalato dei DVD della serie, ma in realtà non ho avuto tempo di guardarli…
Caro Manolo (permettimi di darti del tu per qualche istante), francamente facciamo un po’ fatica a credere che tu sappia poco o niente di Carrie e di quello che succede in Sex and the City. Ma non importa: ti siamo così riconoscenti per quello che fai per tutte noi - non solo per Carrie - che stavolta ti possiamo perdonare.
